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    La vegetariana – Han Kang

    La vegetariana non è un libro per tutti: ci vuole uno stomaco forte, un cuore resistente e una mente flessibile, pronta ad apprezzare uno stile chirurgico come quello del premio Nobel per la letteratura del 2024, l’autrice sudcoreana Han Kang. Quest’ultima è stata capace di costruire un romanzo di rara potenza simbolica e psicologica, capace di insinuarsi silenziosamente nei meandri dell’identità, del corpo e della normalità imposta. Vincitore dell’International Booker Prize, il libro si distingue per la sua struttura tripartita e per una scrittura cesellata, essenziale e al tempo stesso visionaria. Sarà solo dopo aver superato una sensazione di nausea iniziale che il romanzo ci trasporterà in un mondo tanto…

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    Lolita – Vladimir Vladimirovič Nabokov

    Ninfa, ninfetta, ninfaggine, ninfettare. Una lunga serie di neologismi coniati dal fantasioso Humbert per portare il lettore ad immergersi in quel mondo corrotto e piegato da malizia -e anche da una buona dose di disturbi mentali- che è il mondo visto dagli occhi di un pedotilo, e che quest’ultimo cerca di giustificare incessantemente. È questo un diario o una lunga lettera messo per iscritto da un uomo ormai condannato, che altro non fa che osannare e innalzare alla stregua di ‘amore puro’ la vera e propria ossessione nutrita nei confronti di una bambina di circa dodici anni. Un’ossessione malsana e costante, che logora dall’interno l’animo del protagonista/narratore, e rovina in…

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    La Gloria- G. Berto

    Attesa, solitudine, sacrificio, gloria. Queste le parole chiave per rispondere alla domanda fondamentale che ha portato Giuseppe Berto -uno degli scrittori eclettici più ingiustamente oscurati del XX secolo- a partorire un romanzo simile: il tradimento di Giuda è stato concepito dalla mente malvagia di un uomo figlio del male da principio, o è stata la conseguenza di un imperativo categorico impostogli dall’Altissimo e dall’Eterno implicitamente, al quale l’Iscariota figlio di Simone non si è potuto sottrarre? E inoltre, senza tale tradimento -che ha portato al sacrificio di Gesù per l’umanità- la gloria dell’Eterno sarebbe stata così grande, alta, diffusa, perpetua? O è proprio il tradimento ad essere stato uno strumento…